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Come fare la birra in casa senza utilizzare il kit

Birre artigianali

Come fare la birra in casa senza utilizzare il kit

18 giu, 2021

Esisteva un tempo in cui gli esseri umani, anziché accompagnare le loro partner all’Ikea e guardare le partite della serie A con il proprio compagno, spendevano il loro weekend libero chiusi in garage con temperature glaciali in inverno e sudate epocali in estate,a tentare di fare la birra in casa; producendo mosti sperimentali che a volte non riuscivano nemmeno a fermentare per le condizioni critiche in cui erano prodotti.


L'evoluzione della birra fatta in casa nel corso degli anni.

Esisteva un tempo in cui coloro che erano soliti praticare questo hobby, erano considerati dei banditi dalla legge italiana e potevano gustare il piacere di produrre birra in casa senza dover passare dal pub o dal supermercato. 

Esisteva un tempo in cui le poche informazioni a disposizione per poter conoscere un’arte così antica, misteriosa e affascinante erano presenti solo in alcuni manuali difficilmente reperibili in commercio e attraverso le pochissime informazioni che si potevano trovare su internet, grazie ad un potentissimo modem 56k.

Esisteva un tempo in cui acquistare le materie prime per poter fare tutto ciò era il frutto di un passaparola di pochi intimi che divulgano un insolito verbo.

Passa il tempo e tutto ciò fortunatamente cambia. Il decreto legislativo n° 504 del 26 Ottobre 1995 ha reso esente da accisa la produzione di birra prodotta in casa senza imporre limite alcuno se non l’impossibilità di vendere il prodotto, condizione da alcuni violata per garantire la crescita del proprio birrificio da garage.

Internet ha rivoluzionato il nostro mondo e ha permesso da un lato di avere accesso ad ogni tipo di informazione riguardante la produzione di birra con video, corsi e divulgazione scientifica di ogni tipo, dall’altro ha permesso a chiunque di poter acquistare qualsiasi materia prima o attrezzatura con uno smartphone qualsiasi (perdendo ahimè i poetici suoni del modem 56K). 

Come trarre beneficio dai kit per fare la birra in casa? 

Il primo step che il 95% degli homebrewer (ai meno noti, gli eroi che passavano i weekend in garage descritti precedentemente) affronta è il famigerato kit per fare la birra in casa. 

Per chi non lo avesse mai incontrato di persona (e volendo ridurre ai minimi termini la sua descrizione) potremmo dire che è una latta di circa 2 litri con all’interno un concentrato di mosto luppolato da far bollire per produrre circa 25 litri di mosto al quale bisogna aggiungere il lievito dopo che avrà raffreddato.

Molto sinceramente non apprezzo il gusto rilasciato da questi kit ma sono fondamentali per conoscere alcune parti del processo produttivo (fra tutte la pulizia) e per comprendere gli errori più comuni senza spendere una cifra folle.

Una volta attivato il lievito e dato vita ad un momento che permette all’homebrewer di sperimentare la sensazione che solo un Dio che dona la vita può comprendere, si attende che il processo finisca per poter imbottigliare aggiungendo zuccheri per rifermentare, sperando che non esploda nessuna bottiglia (per maggiori info vedere la sorte delle Schraderbrau di Hank in Breaking Bad). Ho omesso parti del processo ma non vorrei diventasse una lezione sull’uso di un kit per produrre birra in casa.

Potrebbe interessarti anche leggere: “TIPO DI MALTO PER BIRRA: QUANTI CE NE SONO”.

Quali sono i 2 metodi fondamentali (alternativi al kit) per fare la birra in casa?
Per migliorare la nostra condizione lavorativa nel birrificio del garage, i passi sono due: 

  • E+G 
  • All Grain

Vediamo meglio cosa significano. 

E+G è la sigla che corrisponde a estratti + grani, ossia si usa una parte di estratto di malto e si aggiungono una parte di malti, di solito alcuni speciali per caratterizzare il prodotto o sperimentare le caratteristiche di un dato malto. In bollitura si comincia a prendere confidenza con il luppolo che, in questo caso, dovrà essere aggiunto. Inoltre si incomincia ad affrontare il tema della filtrazione, argomento di non semplice gestione. 

Nell’all grain invece si utilizzano interamente malti per la produzione di birra e, oltre a quanto detto per l’e+g, si inizia a prendere confidenza con il mulino e la macinatura. Ovviamente è possibile procedere per step ma, se si è ambiziosi e coraggiosi, si può fare subito il salto al metodo con solo malti e/o zuccheri. 

Tutto ciò che avviene dopo, è una naturale evoluzione del metodo di produzione. Come già detto altre volte, negli USA Everything is Bigger, e con poche semplici ricerche si possono ottenere info eccezionali sugli impianti homemade da loro prodotti. Vero è che moltissimi fornitori stanno sviluppando impianti di produzione su misura per chi vuole avere un impianto che assomigli il più possibile a quello di un birrificio. 

Se, ad esempio, pensiamo che fino a poco tempo fa conservare la temperatura di fermentazione e garantire range accettabili era un’impresa spesso ardua e difficilmente ripetibile, ora ci sono fermentatori troncoconici collegati a piccoli chiller che possono mantenere con facilità i range stabiliti dall’homebrewer consentendo al lievito di lavorare nelle condizioni migliori. 

Il duro allenamento assicurato dalla rotazione manuale, effettuato con il tecnologicissimo mestolo durante il mash, è stato soppiantato dall’introduzione di impianti all grain molto automatizzati che semplificano molto le attività dell’homebrewer e che spesso trasformano alcuni momenti della giornata in lunghe bevute con gli amici.

Quanto costa fare la birra in casa e quali sono gli investimenti necessari?

Ovviamente tutto ha un prezzo, sia in termini poetici perché si perde parte del divertimento e dello stress correlato, sia in termini economici perché cominciano a lievitare (o fermentare visto l’ambito) le spese per l’acquisto dell’attrezzatura. Come spiegavo prima, negli USA ci sono impianti da homebrewer in cui gli investimenti sono veramente alti, ma ciò è giustificato dalla grande ed intensa passione di alcuni homebrewer.  

Su cosa investire inizialmente dopo aver creato o comprato un impianto all grain? 

Sicuramente gli strumenti di misura sono essenziali per la replicabilità di un ricetta, e la loro affidabilità determina molto spesso la qualità del prodotto finale. pHmetro, sonde di temperatura e un densimetro professionale sono i primi passi da compiere per cominciare a comprendere meglio il mondo della produzione brassicola e per poter ottenere un mosto che fermenti, evitando blocchi di fermentazione o infezione.

Altra spesa importante è legata ai detergenti e ai sanificanti, se alcuni di essi possono sembrare infatti più costosi o pericolosi da utilizzare (duro e rischioso lavoro quello del birraio), la garanzia di avere un ambiente di fermentazione è indispensabile per evitare qualsiasi tipo di infezione. Infine, l’ultima spesa che possiamo indicare necessaria per potersi divertire di più, è legata all’acquisto dei fermentatori. Più fermentatori significa più cotte da brassare ogni mese.

Se abbiamo solo un fermentatore, una volta che sarà riempito dovremo aspettare un mese prima che si possa svuotare, se abbiamo 2 fermentatori almeno due giorni al mese potremo produrre due volte al mese ed evitare un’uscita in più con il proprio partner. Il resto degli acquisti potrà venire nel tempo e sarà frutto della passione per la birra.

“Give A Man A Beer, He'll Waste An Hour. Teach A Man To Brew, He'll Waste A Lifetime”

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Scritto da

Loris Mattia Landi - Birraio di EDIT Torino
Loris Mattia Landi - Birraio di EDIT Torino

Birraio di EDIT dal 2017, bevitore, bulldog & rugby lover. Ho imparato a schioccare le dita a 27 anni. Non è mai troppo tardi per imparare qualcosa di nuovo. A me la birra proprio non piaceva, giuro. Poi ho scoperto La Birra in un viaggio a Praga del 2006, ho capito che l’appiattimento dei gusti dell’industria mi aveva impedito di guardare oltre l’orizzonte birraio. Gli anni successivi sono stati solo una lenta fermentazione con contaminazioni americane, belga e inglesi. Gli anni futuri saranno un'ulteriore lenta maturazione, con la volontà di rendere popolare la birra buona.

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