ARTICOLI

Come nasce la birra di EDIT Torino: dall’idea alla produzione

Birre artigianali, Edit Torino

Come nasce la birra di EDIT Torino: dall’idea alla produzione

30 apr, 2021

Cerchiamo di rispondere ad una della domande più importanti, che almeno una volta nella vita ci siamo posti (piccolo spoiler: non è il senso del cosmo): “Come nasce una birra?”

Una bella domanda che merita una risposta non banale. Proviamo a capire tutto il processo creativo che arriva prima della piacevole e rinfrescante bevuta di una pinta. 

Ti stuzzica l’idea di conoscere tutte le fasi di produzione della nostra amata bevanda?

Allora tuffati nella lettura di questo articolo. Avrai modo di conoscere il dietro le quinte della birra EDIT Torino, e di capire così tutto quel che accade prima che essa sia pronta a deliziare il tuo palato.

Birra EDIT Torino, l’idea alla base di tutto

Partiamo dalla scintilla che genera tutto, la trave maestra che permette di garantire il collegamento fra il birraio e il consumatore finale. 

La sua presenza può manifestarsi in molte forme, quali: 

  • La volontà di sperimentare nuovi stili di birra o luppoli; 
  • La necessità di soddisfare una richiesta di mercato (ad esempio i clienti che desiderano una birra scura a una birra a bassa gradazione);
  • L’interesse a collaborare con qualcuno per sviluppare un nuovo prodotto.

Qualunque sia l’opportunità o la volontà del momento, la fase successiva richiede lo sviluppo di una ricetta e la birra che sarà presente nel bicchiere dovrà già essere nella mente del birraio prima che nella pinta. 

Questo tenero momento di natalità è però brutalmente spazzato via dall’analisi di fattibilità. Possiamo pensare infatti di produrre qualsiasi tipologia di birra ma dovremo sempre confrontarci con alcuni parametri fondamentali, quali ad esempio:

  1. Il prezzo finale, a carico del consumatore;
  2. I risultati di un prodotto che abbia determinate caratteristiche, tra cui quelle organolettiche.

Come per un piatto di un pub o per un mobile dell’IKEA, anche noi di EDIT Torino dobbiamo valutare attentamente se il prodotto può avere successo o se rimarrà nella cella del birrificio a prendere polvere. 

Se ad esempio fosse creata una Triple Berliner Weisse con aggiunte di rabarbaro essiccato, marshmallow e il sale dell’Himalaya, rischieremmo di doverla lasciare scadere la birra o potrebbe essere un successo planetario che rivoluzionerà il mercato delle craft beer? 

E quanti sarebbero disposti a pagarla € 20 a lattina? 

Detto questo, passiamo a un altro momento cruciale. Quale?

Continua a leggere e scoprirai di cosa stiamo parlando.

Il nome e la grafica delle birre

Cessando qualsiasi volo pindarico, torniamo alla creazione della nuova birra affrontando un momento che molte volte genera astio, incomprensioni, malessere diffuso, ipotermia e litigi: la scelta del nome

Momento di creatività che coinvolge diverse figure all’interno del birrificio, spesso mette a confronto le diverse anime presenti e a volte rischia di rallentare i lavori. 

Dopo aver deciso con gentile collaborazione e lavoro di squadra il nome, sarà anche necessario scegliere la grafica a supporto del prodotto ricordando che anche la birra più buona del mondo senza un degno design rischia di rimanere inosservata.

Quelli di cui ti abbiamo parlato finora sono momenti fondamentali per la creazione di una birra firmata EDIT Torino. A essi se ne aggiungono però anche altri.

Leggi i prossimi paragrafi e ne saprai di più.

Il giorno della cotta in casa EDIT Torino

Arriviamo ora al momento clou in cui la birra materialmente prende forma: il brew day o, senza eccessivi inglesismi, il giorno della cotta. Qualsiasi siano le condizioni, questo è il momento di massima emozione, in cui tutto prende vita. 

Un mix di trepidazione ed ansia che allieta tutto il dì. 

Si possono creare centinaia di birre ma ogni volta le sensazioni sono le medesime. Al termine della cotta, comincerà il suo lavoro il nostro caro amico lievito che dovrà trasformare il mosto in birra finita.

Tutto ciò che potremo fare, sarà aiutarlo con tutti gli strumenti a nostra disposizione, creando le condizioni opportune per facilitare la sua azione. 

E dopo il brew day? C’è un altro momento che merita attenzione.

Di sicuro non emozionante come quello della cotta, ma certamente fondamentale nel ciclo produttivo.

Continua nella lettura e capirai a cosa facciamo riferimento.

Birre EDIT Torino, l’importanza dell’igiene

Sembra poco romantico da dire ma l’80% del tempo speso in birrificio per creare una birra è legato alle pulizie, l’ABC è sempre Always Be Clean

Spesso chi entra a lavorare in un birrificio per la prima volta sottovaluta la fase di pulizia e sanificazione, immaginando che tutta la giornata consista in lanciare luppoli nei fermentatori e degustare birre in taproom. 

L’illusione è di brevissima durata, bastano pochi giorni per ricredersi.

Siamo quasi al termine del nostro viaggio, manca soltanto analizzare un’ultima fase.

Continua a stare con noi per scoprire qual è.

La fase di confezionamento di una birra artigianale

Ora restiamo in attesa come un padre che attende la nascita del proprio figlio fuori dalla sala parto, rispettare il tempo è fondamentale nell’arte della birra. 

In un futuro prossimo potrebbe uscire un libro intitolato “Lo Zen e l’Arte della Birra” per raccontare il rispetto del tempo in birrificio in ogni fase. 

Quando il birraio avrà deciso che sarà il momento di concludere la natività della nuova birra e avrà valutato che essa ha completato il suo sviluppo, sarà il momento di confezionare il prodotto

Dal fermentatore, la birra sarà trasferita in lattina o fusto, per rendere felici i clienti in trepida attesa al bancone. 

Ora possiamo riempire il bicchiere e gustare la nostra birra. 

Se mentre assapori la tua pinta ti va di sapere qualcosa in più sulle birre EDIT Torino, allora dai un’occhiata ai prossimi righi.

La nascita di Double Dog di EDIT Torino

Torniamo alla scintilla iniziale che genera questa grande fermentazione di idee, malti e luppoli, raccontando un aneddoto su Double Dog

La Double IPA di EDIT Torino nasce una fredda notte d'inverno in cui il birraio non riusciva a prendere sonno. Citando Philip K.Dick: “Do brewers dream hoppy sheep?”, e sinceramente non è molto differente la realtà. 

La mente era angosciata dal pensiero di quale birra doveva essere prodotta la settimana successiva. Come spesso succede, la soluzione era più vicina di quanto si potesse immaginare. 

Ai piedi del letto giaceva lei, l’inconsapevole musa ispiratrice di una delle birre più iconiche di EDIT Torino: la bulldog Priscilla

Con i suoi delicati 32 chili di dolcezza e col suo “dolce russare” richiamava l’attenzione dell’insonne birraio che, fissandola a lungo, arrivò alla conclusione più scontata, ossia creare una birra per lei. 

E cosa dedicare ad una bulldog? Indubbiamente ci voleva una birra dal corpo deciso e intenso che allo stesso tempo fosse morbida, ruffiana e piaciona come Priscilla, pertanto la scelta cadde su una Double IPA, che si distingue per:

  • Lo stile luppolato;
  • Una struttura maltata, che sostiene i chili di luppolo aggiunti in ogni fase di produzione. 

Abbandonato il caldo letto per una scrivania con un pc, partì il flusso di idee per creare la ricetta della Double Dog che potete trovare sul nostro shop, al nostro locale e in tutti i pub che si sono innamorati di questa birra. 

Parlare di Double Dog ha sviluppato una certa secchezza in gola. Forse, ora che conosciamo la sua storia, è arrivato il momento di aprirne una e di provare ad immaginare le altre fantastiche storie sulle birre di EDIT Torino.

 

Continua a seguirci per altre curiosità e approfondimenti.

Se invece hai voglia di scoprire le nostre birre: 

VAI ALLO SHOP

 

Scritto da

Loris Mattia Landi - Birraio di EDIT Torino
Loris Mattia Landi - Birraio di EDIT Torino

Birraio di EDIT dal 2017, bevitore, bulldog & rugby lover. Ho imparato a schioccare le dita a 27 anni. Non è mai troppo tardi per imparare qualcosa di nuovo. A me la birra proprio non piaceva, giuro. Poi ho scoperto La Birra in un viaggio a Praga del 2006, ho capito che l’appiattimento dei gusti dell’industria mi aveva impedito di guardare oltre l’orizzonte birraio. Gli anni successivi sono stati solo una lenta fermentazione con contaminazioni americane, belga e inglesi. Gli anni futuri saranno un'ulteriore lenta maturazione, con la volontà di rendere popolare la birra buona.

Vai alla scheda dell'autore

Iscriviti alla newsletter

Lascia i tuoi dati per ricevere aggiornamenti da EDIT