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Cultura della birra: i differenti modi di concepire la birra nel mondo

Dal neofita al birraio

Cultura della birra: i differenti modi di concepire la birra nel mondo

2 apr, 2021

Nel mondo esistono differenti modi di concepire la birra, ed è che normale che sia così. Ogni paese ha le sue tradizioni, ogni mercato i suoi consumatori e di conseguenza le diversità possono essere tante. 

È in questo panorama così vasto che si annida la bellezza della birra. O meglio, una delle sue bellezze: la capacità di farsi portavoce degli usi e dei costumi dei popoli.

Diciamoci la verità: parliamo di una bevanda che, generalizzando, può essere considerata universalmente apprezzata. 

Eppure, in questo comune gradimento, sono rintracciabili diversità che rendono la birra uno dei prodotti enogastronomici maggiormente capaci di esprimere le varie culture nazionali.

Amata a diverse latitudini, sorseggiata con piacere praticamente ovunque, essa acquista però significati differenti a seconda dei paesi in cui viene consumata. 

Ti interessa scoprire quali sono? Allora leggi l’articolo e inizia il tour mondiale della birra.

La cultura birraria in Gran Bretagna e Irlanda

La Gran Bretagna è la prima tappa del nostro viaggio nella cultura della birra. 

Qui la nostra amata bevanda è parte integrante del retaggio storico, e trova ispirazione in alcuni stili di birra, quali:

  • Golden Ale
  • Pale Ale
  • Bitter
  • Irish Red Ale
  • Porter
  • Stout

Tipologie diverse ma tutte ugualmente apprezzabili, sia in Inghilterra, che in Galles, Nord Irlanda, Scozia. Paesi accomunati non soltanto dall’appartenenza al Regno Unito ma anche da una forte e intensa cultura birraria.

Così intensa e coinvolgente da superare i confini nazionali, in un ideale tintinnio di bicchieri, in un concerto di spillature, in un’armonia di lattine e bottiglie stappate. 

Legare l’idea della birra a questi luoghi significa anche pensare alla festa di San Patrizio, che in l’Irlanda vuol dire folklore.

La celebrazione cade il 17 marzo e commemora la morte di San Patrizio (avvenuta nel 461), il cristiano che ebbe il compito papale di evangelizzare le comunità d’oltremanica.

Birra, vestiti verdi e trifoglio sono gli emblemi della festa. Per ragioni di marketing, essa ha travalicato i confini irlandesi, ma è qui che resta pienamente apprezzabile in tutta la sua essenza.

Non solo festa ma anche conoscenza della produzione. L’Irlanda offre questa opportunità, quasi come se si trattasse di un elemento nevralgico di un pacchetto vacanze. 

Visitare i birrifici è un’attività data per scontata per i turisti diretti a Dublino e dintorni; fortemente caldeggiato dai grandi marchi che ne fanno una questione di business, rappresenta allo stesso tempo un passaggio utile anche per chi vuole iniziare a conoscere le metodologie di produzione della birra.

Fra tradizione e innovazione

Pensare a questa zona d’Europa significa associare la birra al pub, luogo di ritrovo per eccellenza dei bevitori, che tutt’oggi conserva un fascino particolare sia sulla popolazione locale che sui turisti.

Pub sinonimo di tradizione britannica, insomma. Essa però non è fine a sé stessa, né incapace di stare al passo con i tempi. Tutt’altro.

Tradizione e innovazione marciano di pari passo grazie al fatto che tutti i birrifici britannici hanno continuato a produrre stili di birra che fanno parte della storia locale, come Best Bitter, Pale Ale e Porter.

Una scelta apprezzata perché ha favorito il legame tra passato e presente, rimodernando l’inossidabile tradizione birraria della Gran Bretagna.

Interessante, vero? Pensa però che non è tutto qui. Il legame tra innovazione e tradizione non esaurisce l’inventiva dei birrifici che operano al di là della Manica, specie di quelli inglesi.

Sono questi, infatti, a essere fortemente impegnati a rivisitare la tradizione brassicola degli Stati Uniti, che porta alla produzione di birre caratterizzate dall’abbondanza di luppolo (sia in amaro che in aroma).

Spostiamoci ora un po’ più a sud e diamo un’occhiata a quanto accade nell’Europa centrale. Continua a leggere l’articolo e scopri la cultura birraria mitteleuropea.

Birra e cultura nell’Europa centrale

Qui, a spartirsi il ruolo di cultori della birra sono cechi e tedeschi. I primi meritano menzione per la quantità di consumo pro capite (superiore a 130 litri annui). I secondi, invece, vantano una forte vocazione birraria, sia nell’immaginario collettivo che nella realtà dei fatti.

Al pari dei paesi nord europei, anche in Germania e Repubblica Ceca la birra viene intesa come collante di interazione sociale. Chiacchierare mentre si sorseggia questa bevanda (anche al mattino) è normale come in altri paesi lo è incontrarsi per un caffè.

Quanto agli stili di birra tipici di queste parti, bisogna dire che la Germania vanta una varietà più ampia rispetto alla Repubblica Ceca.

Entrambe sono accomunate dalla produzione di Pils e Dark Lager, che variano tra i due paesi sia per caratteristiche aromatiche che per interpretazione.

Pensare alla Germania, però, vuol dire anche pensare ai tanti festival dedicati alla birra. Probabilmente si tratta di occasioni più adatte al turismo di massa che a coloro i quali amano la birra e intendono conoscerne la realtà teutonica. 

Ciononostante offrono uno spaccato interessante sulla cultura tedesca in tema di birre.

Il Belgio, la nazione brassicola

Il viaggio al centro dell’Europa non può dirsi completo se non prevede una tappa anche in Belgio. 

Qui la tradizione brassicola è da secoli parte integrante del tessuto sociale. Lo è sia in termini di consumo che di produzione. 

Due aspetti che celebrano la moltitudine di stili di birra prodotti in Belgio, dove ogni zona territoriale dà vita a qualcosa di particolare.

Eccoti qualche esempio:

  • Pajottenland, regione che si contraddistingue per la produzione di Gueuze e Lambic
  • Vallonia, di cui Blanche e Saison sono il fiore all’occhiello
  • Fiandre, in cui sono nate le Oud Bruin e le Flemish Red Ale

Senza però dimenticare le:

  • Tripel
  • Dubbel
  • Blond Ale

A questo proposito, dobbiamo sfatare un mito. Non è vero che gli abitanti del Belgio amano soltanto stili di birra ad alta gradazione alcolica (tipo Tripel, Dubbel o Quadrupel).

Certo, una buona Tripel è considerata patrimonio nazionale, ma la verità è che questo paese è un entusiasta consumatore di Belgian Pils.

Questo a dimostrazione del fatto che anche in una nazione dalla centenaria storia brassicola, le birre più apprezzate sono quelle dal profilo aromatico semplice.

Inoltre, come in Gran Bretagna, anche qui i birrifici stanno dando nuovo corso alla tradizione, rivisitando stili storici in chiave moderna.

Ti affascina l’idea di conoscere le differenze culturali in tema di birra? Continua a leggere per scoprire le prossime tappe. È tempo di salutare il centro Europa e dirigersi verso sud.

L’evoluzione del bevitore italiano 

A differenziare la zona mitteleuropea da quella mediterranea non è soltanto il clima, ma anche la cultura birraria.

Anche se, negli ultimi tempi, i paesi latini stanno riscontrando un maggior apprezzamento da parte dei consumatori, il consumo pro capite di birra è ancora distante dai livelli riscontrabili nelle fasce europee più settentrionali.

Seppur non per numeri, l’apprezzamento è tuttavia interessante in termini di qualità, specie in Italia.

Da un po’ di tempo a questa parte, nel Belpaese sta emergendo una nuova tipologia di bevitore: quello che preferisce la qualità alla quantità, quello che vuole bere con consapevolezza e intende farlo bene.

Insomma, sembrano lontani i tempi in cui la birra era qualcosa da gustare in pieno stile Fantozzi: vestaglia, frittatona e partita in tv.

Attualmente, la birra artigianale italiana sta diventando sempre più una piacevole e consolidata realtà, che si sta sviluppando anche sul mercato internazionale tramite due stili di birra in particolare, le Italian Pils e le Italian Grape Ale.

Questo grazie sia al lavoro dei birrifici di qualità che delle energie spese da pazienti e competenti publicans, il cui operato è apprezzato da un numero di clienti costantemente in crescita.

Detto dell’Italia, è ora il momento di varcare i confini continentali e volare oltre oceano. Continua a leggere per conoscere la cultura della birra negli Stati Uniti.

Cos’è la birra negli USA

La cultura a stelle e strisce considera la birra un soft drink. Per lo più, essa viene apprezzata nella sua veste “da sessione” quindi a bassa gradazione alcolica.

Troppo facile pensare che gli Stati Uniti intendano la birra soltanto come la compagna ideale con cui condividere la visione del super bowl o della finale NBA. 

Tuttavia, al di là di questo che può sembrare un cliché, c’è anche dell’altro. La realtà mostra infatti molti nuovi birrifici impegnati non soltanto a rivisitare gli stili inglesi, ma anche a dar loro un tocco tutto yankee.

Vuoi un esempio? Pensa alle American Pale Ale, che si distinguono dalle India Pale Ale per il gusto tutto particolare dato dall’utilizzo di luppoli nordamericani.

Grandi produttori di birra e mercato di intenso consumo, gli Stati Uniti hanno visto incrementare la produzione di birra artigianale a partire dalla fine degli anni 70.

Lo sviluppo dei birrifici craft a stelle e strisce è dovuto al fatto che, siano essi piccoli o grandi, possono sempre contare sul supporto della comunità locale di appartenenza.

Gli abitanti del luogo sono i primi clienti del birrificio, che viene considerato parte integrante del tessuto sociale. 

La Cina, dove la birra è un lusso

Ultima tappa della nostra esplorazione è la Cina. In questa terra così affascinante e lontana dalle nostre tradizioni, anche la birra ha un ruolo del tutto particolare.

Contrariamente a quanto avviene in Occidente, qui la nostra amata bevanda è considerata un lusso. Roba d’elite, insomma. Un nettare per palati fini, per i ricchi che vogliono e possono permettersi di berla.

Strano, vero? Eppure è così, e a confermarlo sono anche i numeri. Appena 7 litri pro capite è il consumo annuo di birra in Cina. Cifra bassissima, considerata la vastità della nazione e il numero degli abitanti. 

È curioso sapere che esista un luogo in cui la birra è un alimento di lusso, come se si trattasse di caviale di qualità o di un buon tartufo. 

Eppure è così, e questo non fa altro che confermare quanto la birra sia espressione di usi e tradizioni che possono differire anche di parecchio da paese a paese. Ti interessa sapere altro? 

Continua a seguirci per altre curiosità e approfondimenti.

Se invece hai voglia di scoprire le nostre birre:

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Scritto da

Marco Cerino in arte Brico - Publican di EDIT Torino
Marco Cerino in arte Brico - Publican di EDIT Torino

Mi sono avvicinato al mondo della birra nel 2013 dopo un’esperienza all’estero. Grazie al diploma in tecniche brassicole conseguito nel 2017 presso l’ITS agro alimentare per il Piemonte di Torino, sono riuscito a trasformare questa mia passione in un lavoro. Sin dal primo giorno di apertura ho percepito il banco spine di EDIT come un luogo dove poter proporre e servire birre di altissimo livello, raccontandole ad ogni cliente come se le raccontassi ad un amico, cioè con passione e semplicità, perché la birra è inclusione e convivialità.

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