ARTICOLI

I nomi delle birre a gradazione alcolica più bassa

Birre artigianali, Tipologie di birra

I nomi delle birre a gradazione alcolica più bassa

26 feb, 2021

Informarsi circa i nomi delle birre a gradazione alcolica più bassa ha un significato importante per qualsiasi tipo di bevitore. 

A quelli più esperti, l’argomento interessa perché consente loro di avere una guida dettagliata cui far riferimento per le proprie bevute. 

Per quelli alle prime armi, invece, è l’opportunità di capire quali sono le etichette più idonee a consentir loro un approccio graduale al mondo della birra.

Dunque, che tu sia un bevitore provetto o un principiante, potresti appassionarti a questo articolo. Leggi l’approfondimento, e scoprirai tutto quello che c’è da sapere sulle birre a basso tasso di alcol. In particolare ti parleremo di:

  • Birre analcoliche
  • Session beer
  • Stili di birre da sessione in giro per il mondo

Dunque, dopo averti illustrato le birre con la gradazione alcolica più alta, vogliamo condurti in un nuovo viaggio.

Inizia la lettura, potresti trovare la birra più adatta ai tuoi gusti.

Birre a bassa gradazione, facciamo chiarezza

Prima di iniziare a trattare l’argomento in maniera specifica, è bene che tu sappia una cosa. Le birre a bassa gradazione non sono di scarso valore. Né tantomeno possono essere definite “acqua sporca”, come invece fanno alcuni.

Semplicemente, esse vengono incontro alle esigenze di chi preferisce gustare questa piacevole bevanda senza però eccedere quanto alle percentuali di alcol.

Si tratta di una strada intrapresa da molti, sia per motivi di salute che per ragioni derivanti dalle politiche di sicurezza in tema di abuso di alcol, e che ha portato a un incremento nel consumo di queste birre. 

Fatta chiarezza su cosa s’intende per birre a bassa gradazione, passiamo ad analizzarle nello specifico.

Le birre analcoliche

La prima fermata del nostro viaggio insieme ci porta a visitare il mondo delle birre analcoliche.

A norma di legge sono considerate tali quelle il cui contenuto alcolico è minimo, inferiore al 1,2% vol.

Probabilmente tutti noi ricordiamo uno spot risalente ai primi anni 2000, in cui il pilota Giancarlo Fisichella pubblicizzava una birra analcolica prodotta in Italia. La bevanda non incontrò il favore del pubblico e per molti anni le birre di questo tipo vennero paragonate, quanto a sapore, alle caramelle al malto d’orzo.

Quanto al mondo craft, c’è da dire che esso ha per decenni sottovalutato questa classe di prodotto. Ultimamente non è più così, ed è infatti possibile gustare birre analcoliche artigianali di ottima qualità.

Eccoti due esempi:

  1. No worries, Grapefruit IPA di Lervig (alc. 0,50% vol.): Pale Ale prodotta in Norvegia, caratterizzata da una fresca nota agrumata in cui spicca il pompelmo;

  2. Pico Bello, Hazy IPA di Brussels Beer Project (alc. 0,30% vol.): IPA belga che regala sorsate fresche e delicate.

Inoltre, differenti stili di birra possono essere plasmati per venire incontro alle esigenze di chi preferisce optare per esigue gradazioni alcoliche.

Personalmente, trovo che alcune birre analcoliche siano bilanciate e piacevoli. Mi auguro che questo trend continui a svilupparsi e che permetta così di creare prodotti sempre più apprezzabili.

Sarebbe qualcosa di molto interessante, considerando che le birre analcoliche sono ottime per quei periodi o momenti in cui non è consigliato bere. 

Ricordiamoci sempre che una bevuta deve rappresentare un piacere, non un rischio per noi stessi o per gli altri. Come diceva Paracelso: “È la dose che fa il veleno”, il che significa che non dobbiamo mai sconfinare nell’abuso.

Detto delle analcoliche, passiamo a occuparci di un’altra classe di birra a basso contenuto di alcol, le Session Beer.

Le Session Beer

Rientrano in questa categoria non soltanto gli stili di birra storicamente caratterizzati da un basso tasso alcolico, ma anche alcune interpretazioni moderne.

Su questo tema è stato scritto un interessante libro a firma di Jennifer Talley, intitolato “Session Beers: Brewing for Flavor and Balance”. 

Si tratta di pagine molto affascinanti che, tra i vari aspetti, analizzano anche la definizione di session beer del Great American Beer Festival del 2006, secondo cui esse hanno un contenuto alcolico inferiore al 5% vol. e sono caratterizzate da un’ottima drinkability, ossia facilità di bevuta.

Non vogliamo però limitarci a dirti soltanto questo. Vogliamo invece invitarti a compiere un viaggio in giro per il mondo alla scoperta delle varie session beers.

Prima tappa, la Germania. Sei pronto?

Session Beer della Germania

Per tradizione birraia e per abitudini dei consumatori, la Germania offre alcune tra le migliori rappresentanti della classe “session”.

Eccoti una selezione, dalla quale potrai scegliere la session beer tedesca più adatta al tuo palato: 

  • Kolsch: in Germania si dice che Kolsch è “l’unica lingua che si parla e si beve” riferendosi al fatto che il nome della bevanda è lo stesso del dialetto di Colonia.
    Si tratta di birre fresche e piacevoli, con amaro molto esiguo e poca secchezza;

  • Gose: birre delicate, in cui l’amaro è quasi impercettibile. Si caratterizzano per la sapidità e un finale leggermente acido. Dissetanti e appaganti, presentano un colore che varia dal giallo paglierino al giallo arancio.
  • Berliner Weisse: birre di frumento, piacevolmente frizzanti e leggermente acidule. Donano freschezza al palato e regalano sorsate appaganti senza appesantire, in pieno stile session.

  • Lichtenhainer: rappresentano uno stile di birra tornato recentemente in voga. Si caratterizzano per un gusto che è, allo stesso tempo, acido, affumicato e poco amaro;

  • Helles: scorrevolezza dei malti e delicati sentori floreali sono i protagonisti assoluti di una birra di facile bevuta. Potrai provare queste emozioni assaporando una MIA W-Helles di EDIT Torino, in cui apprezzerai a pieno tutto il gusto che ti offre uno stile simile.

Concluso il viaggio in Germania, accingiamoci a ripartire. Continua a leggere, stiamo per visitare le birre d’Oltremanica.

Session Beer della Gran Bretagna

Qui, a rappresentare a pieno lo stile da sessione sono le bitter (con esclusione delle sole Strong Bitter).

Stappa una bitter, e avrai modo di apprezzare una birra elegante, semplice e affascinante. La classica birra da lunga bevuta inglese al pub, che porta l’avventore a dimenticare il numero di pinte scolate (fortuna che il publican ha sempre una memoria di ferro). 

La 8-Bitter di EDIT Torino è una rivisitazione in chiave americana di tale stile. In questa birra, invece della classica luppolatura inglese troverai una rinfrescante pioggia di luppoli americani (Simcoe e Azacca).

Da non dimenticare anche le Brown Porter e le Irish Stout. Storicamente affermate nella tradizione brassicola, sono birre scure che si caratterizzano per la gradazione alcolica non eccessiva. 

Ti è venuta voglia di una session beer? Bene, ma sappi che le curiosità non sono finite. Continua a leggere, vogliamo mostrarti la proposta proveniente dal Belgio.

Birre da sessione del Belgio

Nella patria delle Tripel e delle Saison (alcune delle quali potrebbero rientrare tra le session beer), merita menzione particolare la Blanche.

Questo è lo stile belga che meglio rappresenta la facilità di bevuta.

Se ti interessa scoprire un nome in particolare, possiamo consigliarti la birra Taras Boulba. Vero e proprio capolavoro di Yven De Baets di Brasserie de la Senne, che dietro la definizione “Extra Hoppy Ale” cela una “birra da passeggio” così facile da bere da essere diventata un must per molti publican.

Terminato il tour europeo, è la volta di fare rotta verso gli Stati Uniti per vedere quali sono le session beer a stelle e strisce più apprezzabili.

Session Beer made in USA

Anche gli Stati Uniti forniscono ottimi esempi di birre facili da bere, come le American Light Lager, le California Common Lager e le Cream Ale.

Una particolare attenzione merita quest’ultimo stile, spesso bistrattato perché tra i suoi ingredienti c’è il mais. Questo cereale è spesso associato al mondo industriale, eppure in tal caso si tratta di un richiamo che non deve allarmare, perché si possono trovare Cream Ale di pregevole qualità.

Abbiamo viaggiato in giro per il mondo alla scoperta degli stili a più bassa gradazione alcolica. Giunti a conclusione, vogliamo ora indicarti alcune tra le rivisitazioni più riuscite di session beer. Continua a leggere.

Interpretazioni moderne delle Session Beer

Ti abbiamo illustrato quelli che sono gli stili classici di session beer. Per renderti pienamente consapevole circa le tue bevute, vogliamo anche offrirti una panoramica su quelli che sono i nuovi stili di birre da sessione.

Innanzitutto, riferendoci al mondo tedesco, devi sapere che le Fruit Berliner Weisse e le Fruit Gose racchiudono in sé modernità e rispetto della tradizione session. L’insieme, rivisitato in chiave “fruit”, sta riscuotendo un apprezzabile successo nel corso degli ultimi anni. 

Fra le interpretazioni più moderne di alcuni stili bisogna poi ricordare le Session IPA, versione light delle Indian Pale Ale.

Parliamo di uno stile sempre più apprezzato da chi frequenta il pub. Stile che potrai trovare interessante gustando una Hoppy Little Sister di EDIT Torino o una delle sue sorelle Hazy (Session NEIPA) e Dirty (Fruit Session IPA).

Scoprirai che queste birre saranno l’ideale, specie per rinfrescarti nei giorni più caldi dell’anno. 

Birre a bassa gradazione alcolica ma non semplici

Detto delle birre a bassa gradazione alcolica, vogliamo chiarire l’ultimo concetto che ti aiuterà a capire ancor meglio questo affascinante argomento.

Pur essendo a basso tenore di alcol, queste birre non sono semplici. O meglio, lo sono per i consumatori ma non per i mastri birrai. Mentre noi le beviamo con grande facilità, i produttori devono porre grande attenzione nella creazione del prodotto.

L’equilibrio di queste birre è difficile da raggiungere, e il birraio deve muoversi come un equilibrista per dar vita a una birra elegante, semplice e allo stesso tempo capace di offrire emozioni.

 

Continua a seguirci per altre curiosità e approfondimenti.

Se invece hai voglia di scoprire le nostre birre: 

VAI ALLO SHOP

 

Scritto da

Loris Mattia Landi - Birraio di EDIT Torino
Loris Mattia Landi - Birraio di EDIT Torino

Birraio di EDIT dal 2017, bevitore, bulldog & rugby lover. Ho imparato a schioccare le dita a 27 anni. Non è mai troppo tardi per imparare qualcosa di nuovo. A me la birra proprio non piaceva, giuro. Poi ho scoperto La Birra in un viaggio a Praga del 2006, ho capito che l’appiattimento dei gusti dell’industria mi aveva impedito di guardare oltre l’orizzonte birraio. Gli anni successivi sono stati solo una lenta fermentazione con contaminazioni americane, belga e inglesi. Gli anni futuri saranno un'ulteriore lenta maturazione, con la volontà di rendere popolare la birra buona.

Vai alla scheda dell'autore

Iscriviti alla newsletter

Lascia i tuoi dati per ricevere aggiornamenti da EDIT