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La conservazione della birra artigianale: cosa c'è da sapere

servizio birra e abbinamenti

La conservazione della birra artigianale: cosa c'è da sapere

30 lug, 2021

La corretta conservazione della birra artigianale , sia essa una birra italiana o straniera, è il modo migliore per prepararti a vivere un’esperienza gustativa che sia pienamente soddisfacente.

Non pensare che sia un’esagerazione, o che si tratti di un vezzo da bevitori spocchiosi.

Si tratta invece della semplice realtà dei fatti, che trova appiglio in una delle caratteristiche fondamentali delle craft beers: il loro articolato ventaglio di sapori e profumi, che le distingue nitidamente dalle birre industriali. 

Come far sì che questa complessità si mantenga inalterata e possa farci apprezzare a pieno la nostra bevuta? Bisogna seguire alcuni accorgimenti fondamentali riguardanti la conservazione.

Ecco perché, dopo averti raccontato quel che devi sapere prima di comprare una birra artigianale, pensiamo che potresti apprezzare qualche consiglio utile a custodire al meglio la tua preziosa bevanda e vivere l’esperienza gustativa originale ideata dal mastro birraio che l’ha realizzata.

Pensi che l’argomento possa interessarti? Allora continua a leggere l’articolo.

 

Conservazione della birra artigianale, di cosa tener conto?

Per rispondere a questa domanda, bisogna ricordare che la birra è un alimento. In quanto tale, essa può risentire dell’azione che i fattori ambientali possono avere sulla sua struttura organolettica.

Quali sono questi fattori? Sicuramente, per conservare correttamente la nostra amata bevanda bisogna tener conto di almeno quattro elementi:

  • Temperatura
  • Tempi di conservazione
  • Esposizione alla luce
  • Corretto posizionamento

Garantire il perfetto mantenimento della birra è un’operazione che richiede una vasta serie di accorgimenti. Spesso un consiglio valido per un tipo di birra può essere dannoso per un diverso stile. 

 

Attento al calore: la conservazione della birra artigianale necessita di temperature ottimali 

Gli sbalzi termici possono alterare le proprietà organolettiche della birra rendendo il sapore ben lontano da quanto originariamente previsto dal birrificio.

Generalmente, i produttori segnalano sull’etichetta la temperatura più indicata ma è bene conoscere quali sono le regole fondamentali sotto questo punto di vista.

La temperatura ideale per la conservazione della birra artigianale è legata a diversi fattori, tra questi il più importante è il lievito contenuto in essa, che va coccolato con grande cura in base al grado di fermentazione della birra:

  • Birre ad alta fermentazione: le craft beer ad alta fermentazione possono essere conservate ad una temperatura non superiore ai 20° C;
  • Birre a bassa fermentazione: più delicate nel sapore, necessitano di maggiori attenzioni e devono mantenere temperature al di sotto dei 10° C. In questo caso il frigorifero è obbligatorio per la corretta conservazione.

Restando in tema di gradi centigradi, vogliamo darti un’ulteriore dritta. È opinione comune intendere la birra artigianale come una bevanda da servire ghiacciata: nulla è più sbagliato.

Un altro aspetto che dovrai tenere in considerazione è legato alla durata della birra.

 

Per quanto tempo posso conservare la birra artigianale?

Per quanto tu possa conservare in maniera giusta la tua birra, il decadimento cellulare e la conseguente morte del lievito è inevitabile.

La scomparsa dei batteri presenti nel lievito rilascia piccole quantità di ossigeno, che fanno ossidare la birra generando due tipici difetti:

  • Retrogusto di cartone bagnato
  • Scurimento della birra

L’unica operazione che potrai compiere è quella di allungare il più possibile la vita dei batteri e rispettare il TMC - termine minimo di conservazione - dettato dal mastro birraio e la data di scadenza riportata in etichetta.

Dunque, la risposta più corretta alla domanda posta poc'anzi è: il meno possibile. Gusta la tua birra artigianale prima che puoi, in questo modo tutte le proprietà organolettiche della tua bevanda saranno intatte e potrai così assaporare tutte le sue note aromatiche.

La nostra scelta di lavorare esclusivamente con lattine è dettata dalla precisa volontà di non estendere la conservazione del nostro prodotto a più di un anno!

Ora è bene che tu conosca il reale nemico della birra.

 

Tieni le tue birre artigianali al riparo dalla luce

Una delle regole d’oro per la corretta conservazione non solo di birre ma di qualsiasi prodotto alimentare è quella di preservarlo dalla luce solare.

I raggi UV sono estremamente dannosi per la birra in quanto provocano l’ossidazione degli iso-α-acidi contenuti nel luppolo e di altri componenti che danno vita ad una sostanza sulfurea che altera notevolmente l’odore della birra artigianale.

Il cosiddetto “gusto luce” è caratterizzato da un pessimo odore, molto simile alla potente soluzione secreta dalle puzzole: le molecole contenute in questa vengono interpretate dal nostro cervello con qualsiasi odore associabile alla decomposizione di scarti alimentari.

L’azione dannosa dei raggi solari è estremamente efficace sulle birre artigianali, particolarmente su quelle ad alta luppolatura la cui preparazione avviene con  una grande quantità di luppolo, ad esempio birre che si rifanno a stili come: I.P.A, A.P.A, Pale Ale, Hoppy Lager, N.E.I.P.A, Session I.P.A, Duoble I.P.A

L’esposizione può avvenire in qualsiasi contesto, basti pensare ad una scaffalatura di fronte ad una vetrina o un frigo per esposizione in un impianto balneare.

Questo fenomeno viene combattuto dai mastri birrai con diversi escamotage:

  1. La bottiglia colorata: il vetro verde offre una blanda azione filtrante nei confronti dei raggi UV mentre quello marrone garantisce una maggiore efficacia.
  2. Il vero “scudo” contro i raggi solari è il fusto di acciaio: che, insieme alla lattina, scherma totalmente la craft beer dai raggi solari e garantisce la totale preservazione dall’effetto “skunky”.

Ora scopriamo insieme come riporre le tue birre in cantina.

 

Posizionamento orizzontale o verticale? Attenzione ai lieviti

Quando pensiamo ad una bella cantina sistemata, il nostro cervello ci suggerisce una scaffalatura verticale in cui far riposare le nostre amate birre artigianali, in attesa di essere stappate.

Prima di riporre le tue bottiglie in quel fantastico mobiletto di design svedese che hai assemblato con tanta cura, è fondamentale che tu conosca bene la natura delle birre che possiedi ed il trattamento a cui sono state sottoposte.

La differenziazione tra birra pastorizzata e non, ti sarà fondamentale per capire come sistemare le tue birre:

  • Birra pastorizzata: generalmente di tipo industriale, questa tipologia di birra viene portata ad una temperatura di 60° C per circa 20 minuti prima dell’imbottigliamento. Generalmente questo processo viene accompagnato anche ad una microfiltratura;
  • Birra non pastorizzata: la pastorizzazione elimina i lieviti e diversi elementi nutritivi che invece troviamo nelle birre non pastorizzate. Questa tecnica di lavorazione a bassa temperatura è largamente utilizzata dai birrifici artigianali e consente di liberare grande gusto bypassando anche la filtratura.

La presenza o meno di lieviti all’interno di una birra è il fattore che ti indicherà come riporla nella tua cantina:

  1. Posizionamento Verticale: questo vale quando vi è una presenza di lieviti, quindi per le birre non pastorizzate e non microfiltrate;
  2. Posizionamento Orizzontale: valido per tutte le birre sottoposte a pastorizzazione e filtraggio dunque prive di lieviti.

La regola della posizione in base ai lieviti accetta l’unica eccezione dettata dal tappo:

  • Tappo a corona: necessita il posizionamento verticale;
  • Tappo di sughero: va riposta in orizzontale assicurando una leggera inclinazione verso l’alto. Questo permetterà al sughero non di seccarsi garantendo la corretta conservazione della birra anche oltre i 12 mesi.

Inoltre, questo metodo di posizionamento è fortemente consigliato soprattutto per le birre sour, in modo che si mantengano qualitativamente inalterate nel tempo.

Ora che sai come conservare la tua collezione di birre artigianali, visita il nostro shop e scegli la craft beer più adatta a te.

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Scritto da

Marco Cerino in arte Brico - Publican di EDIT Torino
Marco Cerino in arte Brico - Publican di EDIT Torino

Mi sono avvicinato al mondo della birra nel 2013 dopo un’esperienza all’estero. Grazie al diploma in tecniche brassicole conseguito nel 2017 presso l’ITS agro alimentare per il Piemonte di Torino, sono riuscito a trasformare questa mia passione in un lavoro. Sin dal primo giorno di apertura ho percepito il banco spine di EDIT come un luogo dove poter proporre e servire birre di altissimo livello, raccontandole ad ogni cliente come se le raccontassi ad un amico, cioè con passione e semplicità, perché la birra è inclusione e convivialità.

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