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Tipo di Malto per birra: quanti ce ne sono

Birre artigianali, Tipologie di birra

Tipo di Malto per birra: quanti ce ne sono

7 gen, 2021

I malti per birra sono ingredienti fondamentali per la produzione di quest’ultima e, rappresentano un elemento chiave per definire l’ampissima varietà che la contraddistingue. In un certo senso, sono il cuore di ogni buona birra.

Possedere una buona conoscenza delle tipologie di Malto produrre la birra artigianale è essenziale. 

Il tipo di malto, infatti, influenza moltissimi aspetti di ogni specifica birra:

  • Il sapore
  • L’aroma
  • La corposità
  • Il colore

Sono i diversi tipi di malto per birra a differenziare l’identità di ogni pinta e l’esperienza di ogni assaggio. Dal malto dipendono i vari stili e tipi di birra che si possono trovare in ogni pub. Conoscerli permette di scegliere che tipo di bevuta si voglia fare.

Per esempio i malti meno raffinati tendono a contribuire alla creazione di birre chiare, più leggere e di sapore più fresco, mentre a malti per birra più torrefatti o caramellati, tendenzialmente corrisponderanno bevande più scure, intense e dall’aroma tipicamente tostato.

Che si voglia semplicemente apprezzare al meglio la bevanda o che si stia progettando di provare a produrla in casa, imparare a distinguere i vari malti per birra, vuol dire essere dei veri intenditori.

Nei prossimi paragrafi parleremo di quali siano i differenti tipi di malto e delle loro caratteristiche distintive.

Cos'è il malto per birra

Tipi di Malto

 

Il malto è una cariosside di cereale, o chicco, entrata in fase di germinazione. Nel caso dei malti per birra ci si riferisce quasi per intero al malto d’orzo, seppure nel resto del mondo, talvolta, si usi anche quello di frumento.

La maltazione è un processo fondamentale che permette di passare dai cereali grezzi a cereali maltati, dai quali si può poi produrre la birra. I cereali grezzi, infatti, non possono essere fermentati dai lieviti per produrre alcool. 

La maltazione segue 3 fasi:

  1. La pulizia delle cariossidi;
  2. La germinazione, che avviene a umidità controllata;
  3. L’essiccazione, da cui dipende in parte il colore della birra.

Quello prodotto fin qui è il malto verde. Talvolta questo tipo di malto viene tostato, e si ottiene così del malto torrefatto.

 

qual è la differenze tra malti speciali e malti base per birra?

I malti si suddividono principalmente in due categorie: malti di base e malti speciali. Ma qual è la differenza?

I malti base

Sostanzialmente, i malti base sono quello che si può chiamare l’ingrediente fondamentale: grazie al loro ricco contenuto di enzimi possono essere impiegati da soli, senza essere mischiati a nessun’altra varietà.

I principali malti base sono:

  • Malto Pilsner
  • Malto Smoked
  • Malto Pale
  • Malto Vienna
  • Malto Munich

La maggior parte delle birre chiare distillate in Europa sono prodotte con il malto Pilsner, il più chiaro tra tutti. Ha un sapore dolce, che ricorda miele d’acacia e cereali. Viene utilizzato per moltissime combinazioni, ed è uno dei migliori malti base per la birra fatta in casa.

Il malto Smoked è una variazione del Pilsner, ottenuto tramite affumicazione, come dice il nome. Di solito viene impiegato legno di quercia per produrre il fumo, che andrà a imprimersi sul malto e a dargli quel sapore caratteristico.

Il malto Pale è anch’esso molto simile al Pilsner, e si differenzia solo per una temperatura più alta di essiccazione. Questo dà al sapore una sfumatura di crosta di pane e in certi casi lo rende anche un po’ biscottato, come con il celebre Maris Otter.

Il malto Vienna produce una birra di un colore ambrato, che è caratterizzata da un sapore tendente al caramellato, in cui a volte si riesce a percepire chiaramente la tostatura. In molti lo definiscono il miglior malto per la produzione di una varietà di birra più dolciastra.

Il Munich è un malto tra i più importanti per la produzione di birra ambrata. Dall’aroma di crosta di pane e biscotto, un po’ caramellato, è privo di una nota di tostatura nell’insieme. Può essere usato da solo, ma è anche ottimo in combinazione con altri malti base.

I malti speciali

Al contrario di quelli base, i malti speciali sono malti dai gusti forti, che influenzano il sapore della bevanda anche se presenti in percentuali molto ridotte. Hanno bisogno di essere mescolati con grandi quantità di malti base, perché altrimenti risulterebbero in sapori troppo forti, imbevibili.

I malti speciali occupano un posto di riguardo nella produzione di molte birre artigianali, perché permettono un’ampia varietà e personalizzazione della ricetta. 

Tuttavia per poter gestire il delicato equilibrio di sapori è necessaria una discreta esperienza. I Malti preparati sono forse più adatti per chi si cimenta per la prima volta nella produzione di birra fatta in casa.

Alcuni esempi molto famosi di malti speciali sono:

  1. Malti caramello
  2. Malti acidi
  3. Malti Abbey

I malti cristallo prendono il loro nome dalla natura dura e zuccherina dei chicchi, che poi vengono abbrustoliti per renderli, appunto, caramellati. Questo permette loro di sprigionare un sapore sia corposo che dolce.

Esistono moltissimi tipi di malti caramellati, e hanno perciò un grande potenziale nell’arricchire e completare le ricette dei mastri birrai. 

I malti acidi, invece, si inseriscono molto bene nelle ricette in cui si desidera produrre una nota acidula, o smorzare altri sapori abbassando il ph della bevanda. Questo risultato viene raggiunto da una più forte attività degli enzimi, che accelerano il processo di fermentazione.

I malti Abbey sono piuttosto particolari. Vengono utilizzati per distillare la scura birra del tipo Abbazia, caratterizzata da una forte corposità e una marcata gradazione alcolica. Apporta al sapore della bevanda un forte tocco mielato.

cos'è che rende una birra doppio malto?

Doppio malto è una denominazione che si sente spesso nell’ambito della birra. Ma cosa significa di preciso? 

Contrariamente a quello che è stato diffuso in questi anni, è bene precisare che quando si parla di “Doppio Malto”, non ci si riferisce a uno stile di birra.

Anzitutto, bisogna ricordare che è una categoria puramente italiana: è legata alla tassazione della produzione nazionale. L’etichetta di doppio malto viene infatti assegnata a una birra in base alla quantità di zuccheri nel suo mosto di fermentazione.

Pertanto definire una birra doppio malto non ha niente a che fare con gli ingredienti di cui è composta. Perché rientri nella categoria, deve rispondere a due parametri:

  • Deve superare una gradazione alcolica di 3,5
  • Deve superare un grado Plato di 14,5

Il grado Plato è un indicatore che misura la percentuale di zuccheri del mosto di birra prima della fermentazione.

Adesso che sai come i mosti per birra con cui viene prodotta la birra influenzano sapori, aromi, colore e corposità, potrai gustare al meglio ogni pinta e apprezzare le sottili differenze che le distinguono.

Continua a seguirci per altre curiosità e approfondimenti.

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Scritto da

Loris Mattia Landi - Birraio di EDIT Torino
Loris Mattia Landi - Birraio di EDIT Torino

Birraio di EDIT dal 2017, bevitore, bulldog & rugby lover. Ho imparato a schioccare le dita a 27 anni. Non è mai troppo tardi per imparare qualcosa di nuovo. A me la birra proprio non piaceva, giuro. Poi ho scoperto La Birra in un viaggio a Praga del 2006, ho capito che l’appiattimento dei gusti dell’industria mi aveva impedito di guardare oltre l’orizzonte birraio. Gli anni successivi sono stati solo una lenta fermentazione con contaminazioni americane, belga e inglesi. Gli anni futuri saranno un'ulteriore lenta maturazione, con la volontà di rendere popolare la birra buona.

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